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Canova Intimissimi

Si è a lungo parlato e ancora più a lungo polemizzato attorno alla pubblicità della Collezione Inverno 2012/2013 della Intimissimi. Il catalogo della collezione, infatti, vede la modella russa Tanya Mityushina fotografata da Raphael Mazzucco all’interno della famosa Gipsoteca Canoviana di Possagno (TV).
Puristi della storia dell’arte, amatori di Canova, studenti ed insegnanti si sono levati indignati contro la scelta della nota casa di intimo, ritenendo “vergognoso” l’accostamento della sublime arte canoviana alla ben più bassa arte della comunicazione pubblicitaria.
In realtà, la Intimissimi non è stata la prima né sarà l’ultima casa a scegliere di presentare le proprie collezioni accompagnate da immagini artistiche. Non vi è nulla di vergognoso: l’Arte con la “A” maiuscola, quella che si studia sui libri di scuola non può e non deve elevarsi sul suo piedistallo allontanandosi dalla realtà di tutti i giorni o non sarà mai più in grado di uscire da quelle pagine per entrare nell’esperienza.
I musei non sono esclusivi luoghi di gelosa conservazione. Stanno imparando a comunicare ed andare incontro al pubblico anche aprendo le proprie porte ad iniziative altre rispetto alla storia dell’arte.
Ed è giusto che sia così.
Se non fosse che i gessi canoviani sono qui utilizzati senza un’apparente logica di fondo, senza alcuna analogia tra prodotto ed ambientazione. La “(…) combinazione di romanticismo e capacità seduttiva della collezione inverno 2012/2013” è presentata al pubblico a fianco di opere che non miravano affatto all’essere sensuali. L’associazione della pubblicità è a dir poco fuorviante.
Il Neoclassicismo nacque come reazione agli eccessi dell’arte che l’ha preceduto. L’esuberante erotismo del barocco è superato attraverso opere d’arte fatte per la contemplazione, con soggetti misurati, idealizzati e solenni. Nella pubblicità di Intimissimi il messaggio dell’arte neoclassica è mal interpretato e comunica informazioni errate sulle opere d’arte che fanno da sfondo alla campagna pubblicitaria. Non suscita inoltre alcun interesse e curiosità nei confronti del museo che fa da semplice set agli scatti in intimo.

Canova Intimissimi
La Gipsoteca Canoviana di Possagno raccoglie centinaia di modelli in gesso, bozzetti di terracotta e marmi del grande artista Antonio Canova (1757-1822). Accanto alla gipsoteca è visitabile anche la casa natale dello scultore, con alcuni disegni, incisioni e molti cimeli.
La Gipsoteca fu voluta dal fratellastro di Canova, Giovanni Battista Sartori.
Quattro anni dopo la morte dello scultore, il suo studio a Roma fu chiuso e il Sartori riportò tutti gli studi e i bozzetti di Canova a Possagno, ricoverandoli, nel 1836, nell’edificio progettato dall’architetto Francesco Lazzari.

In occasione del duecentesimo anniversario della nascita dell’artista, nel 1957, la Gipsoteca fu ampliata con una nuova ala progettata dal famoso architetto Carlo Scarpa.

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