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Si concluderà domani la settimana della moda maschile a Milano durante la quale i più grandi stilisti e maison italiani e internazionali hanno proposto le ultime novità per la Primavera/Estate 2014; 78 collezioni, 37 sfilate per 37 marchi, 35 presentazioni per 34 marchi e 7 presentazioni su appuntamenti per 7 marchi saranno accompagnate anche da aperture di nuovi punti vendita ed eventi collaterali.
Tra i moltissimi capi che sono stati presentati, abbiamo scelto tre proposte e cercato, anche ironicamente, di abbinare ogni outfit a un’opera d’arte che lo ricorda per stile, colori o fantasie.

Negli spazi dell’Armani/Teatro sono state ospitate le sfilate di alcuni esponenti della nuova generazione di designer italiani. La prima sfilata è stata la menswear spring/summer 2014 dello stilista Andrea Pompilio. I suoi mix di stampe dai colori desaturati e i tagli e dettagli sportivi, caratterizzano una collezione tra il casual e il classico che cerca di far compenetrare le diverse regole dell’uno nell’altro.

Andrea Pompilio

L’outfit in fotografia ci ha subito ricordato lo stile moderno e sovversivo della giornalista Sylvia Von Harden nel famoso ritratto  realizzato da Otto Dix (1926). Tema di questo ritratto è la nuova concezione della donna emancipata e maschilizzata; quella donna intellettuale che assume atteggiamenti di libertà mettendo in discussione le categorie maschile/femminile dell’epoca soltanto però per mezzo di atteggiamenti esteriori e senza partecipare attivamente alla lotta. È un ritratto spietato e critico che sottolinea aspramente tutte le caratteristiche di alterità della giornalista: dal taglio di capelli maschile all’abito arancione e nero di media lunghezza, dal monocolo sull’occhio cerchiato alla sigaretta tra l’indice e il medio della mano destra.

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La sfilata di Jil Sander ha presentato in Via Beltrame un uomo semplice e raffinato. I bermuda sono spesso associati a camicie dai tagli semplici e minimal. Il bianco è abbinato al pesca, al nero e al blu con accostamenti di colore netti ed elegantemente lineari.

Jil Sander

“White Center (Yellow, Pink and Lavander on Rose)” è un’opera d’espressionismo astratto di Mark Rothko (1950). L’opera fu venduta nel 2007 allo sceicco del Qatar Hamad bin Khalifa Al-Thani per 72,84 milioni di dollari, aggiudicandosi il record di opera del dopo-guerra più costosa veduta all’asta. Il lavoro di Rothko si concentra sulle emozioni di base e l’artista si prefigge di suscitarne attraverso l’osservazione di campiture di colore su grandi tele di canapa. Pochi colori intensi sono accostati in fasce sovrapposte e sembrano uscire dalla tela, quasi librandosi sopra la superficie.

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Vivienne Westwood ha dedicato la sfilata milanese all’India, l’arte persiana e l’Oriente. Le fantasie e i colori riprendono quelli della penisola indiana, cercando di concentrarsi su una Nazione che ha forte bisogno di aiuto. Gli abiti portabili sono interpretazioni delle necessità dell’uomo moderno, senza però dimenticare di focalizzare l’attenzione su temi etici e umanitari.

Vivienne Westwood

La “Tigre reale” è una delle tante opere dell’artista naïf italiano Antonio Ligabue. Ligabue imparò a dipingere da autodidatta e iniziò la sua carriera rappresentando cartelloni e fondali per i circhi equestri. L’incontro con lo scultore Mazzacurati spronò il suo estro e lo portò a formare un proprio personale stile fatto di accesi cromatismi e soggetti naturali con animali feroci che raggiunsero esiti suggestivi di grande potenza espressiva.

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